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Prima che il cuore mi portasse a vivere in quel del Piemonte, per un periodo di tempo ho vissuto ad Urbino. E’ lì che ho iniziato a frequentare l’università, in un aula le cui finestre affacciano direttamente sulla piazza Duca Federico, la stessa su cui da bella mostra il Palazzo Ducale. Durante la mia permanenza in questo paesino ho imparato a conoscerlo ed amarlo, apprezzando la vita tranquilla e soprattutto la sua vivibilità a “misura d’uomo”. Urbino infatti è si una fantastica meta turistica, ma durante il periodo invernale è soprattutto un campus universitario e per me che arrivavo da un paesino altrettanto piccolo, il distacco da casa non fu assolutamente traumatizzante.

Uno dei prodotti tipici del posto è la crescia sfogliata, una sorta di piadina, molto più ricca nell’impasto che presenta anche uova, latte e pepe. Si narra che la crescia fosse presente sulla tavola dei Duchi di Urbino già nel XV secolo, dai quali era molto apprezzata. Addirittura si ipotizza, data la presenza di uova e pepe, che questa fosse la “piadina dei ricchi”, quella che si preparava per le giornate di festa vista la lavorazione più lunga e il maggior numero di ingredienti. La leggenda narra che il sole rimasto impigliato in una delle torri del Palazzo Ducale, mentre cercava di liberarsi, ispirò una giovane fornaia che realizzò una sorta di focaccia. Per la lievitazione e il desiderio di crescere in altezza venne chiamata Crescia. 

Gli ingredienti principali della crescia sono appunto la farina, il latte, le uova, lo strutto e il pepe. La sfoglia che si ottiene va unta e arrotolata su se stessa, schiacciata a disco e cotta.

Oggi il calendario del cibo Aifb celebra la giornata della piadina romagnola di cui è ambasciatrice la bravissima Silvia Lanconelli (del blog Moglie da una vita) e questo è il mio contributo.

Crescia sfogliata di Urbino

Ricetta dal blog Spelucchino.blogspot.it

Ingredienti:

  • 500 g di farina 0
  • 2 uova medie
  • 50 g di strutto
  • 80 g di latte
  • 100 g circa di acqua (dipende dalla grandezza delle uova)
  • 15 g di sale
  • pepe nero macinato al momento qb
  • 50 g di strutto per sfogliare

Procedimento:

Sulla spianatoia versate la farina a fontana e formate un incavo nel centro. Aggiungere le uova, lo strutto, il sale ed il pepe e poco per volta prima il latte e poi l’acqua. Quando l’impasto avrà un aspetto liscio e privo di grumi lasciate riposare per circa mezz’ora (coperto da un canovaccio).

Ricavate dall’impasto sei palline (circa 130 g l’una), schacciatele e tirate la sfoglia fino ad ottenere uno spessore di 2-3 mm.

Spalmate su ogni sfoglia un sottile e uniforme strato di strutto. Arrotolate stretta la sfoglia su se stessa ricavando un rotolo compatto e avvolgetelo su se stesso a formare una spirale.

Avvolgete ogni singola spirale con della pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per circa un’ora.

Mettete la padella sul fornello e fatela scaldare per bene. Con il matterello stendete l’impasto fino ad ottenere un disco dello spessore di 2-3 mm. Mettere la crescia sulla padella e ruotarla dolcemente di tanto in tanto, alzatela leggermente per controllare e quando sulla superficie si formeranno delle piccole bruciature, voltatela e fatela cuocere dall’altro lato. Una volta cotte si possono conservare in frigo per una settimana.

crescia-sfogliata

Difficoltà: MEDIO/BASSA

Tempi di preparazione: 60 MINUTI + RIPOSO

Tempi di cottura: 5/6 MINUTI PER PEZZO

Modalità di cottura: FORNELLO

Porzioni: PER 6 PEZZI

5 Comments on Crescia sfogliata di Urbino

  1. tizi
    12 luglio 2016 at 11:10 (9 mesi ago)

    mammamia che bontà deve essere questa crescia! mi hai fatto venire una gran fame, sai? le ricette della tradizione hanno una marcia in più, grazie per aver condiviso questa, che già amo solo a guardare le tue splendide foto 😉
    a presto, buona giornata!

  2. silvia lanconelli
    14 luglio 2016 at 17:33 (9 mesi ago)

    davvero spettacolari queste piadine di Urbino! l’Italia è quel paese che pensa e mangia quasi le stesse cose, chiamandole in modi diversi per tutto lo stivale 😉

  3. ANNA MARIA
    17 luglio 2016 at 20:06 (9 mesi ago)

    Me la sono goduta tutta la tua sfogliata come la dolcezza di una città a misura di “grande bellezza”. Grazie del tuo post e di aver partecipato alla settimana del cibo di strada.

  4. Massimalismo
    28 luglio 2016 at 21:04 (8 mesi ago)

    Mi fa già venire appetito questo ben d Dio.

    • Alessandra
      30 luglio 2016 at 00:32 (8 mesi ago)

      Grazie Max!